Direttore Sanitario: Dott.ssa Antonella Paolucci

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Centro per l’obesità

Responsabile: Dott. Amilcare Parisi

L’obesità rappresenta oggi una vera emergenza sanitaria. Definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l’“epidemia del XXI secolo”, affligge circa 310 milioni di individui nel mondo con più di 1 miliardo di persone sovrappeso (Obesity Task Force).

Negli USA ha un’incidenza pari a circa il 25-30% della popolazione generale. In Italia questa raggiunge il 12-15% della popolazione e dati recenti indicano un trend in aumento dell’incidenza di obesità severa nella popolazione adulta portando l’obesità patologica come il terzo obiettivo del Piano Sanitario Nazionale. Le ricadute di questa epidemia sul piano economico e della spesa sanitaria hanno raggiunto livelli sbalorditivi anche in Italia.

In una ricerca italiana del 2010, condotta dall’Università Sant’Anna di Pisa, il costo annuo stimato dell’obesità risulterebbe essere di circa 8,3 miliardi di Euro, pari a circa il 6,7% della spesa sanitaria pubblica. Ipotizzando una vita media attesa della persona obesa di 75 anni, è stimabile in circa 100.000 euro aggiuntivi il costo sociale totale di un diciottenne obeso rispetto ad un coetaneo normopeso.


  


Tutte le indagini epidemiologiche concordano nell’evidenziare come l’obesità incrementi, in modo significativo, la morbilità e la mortalità riducendo qualità e durata della vita in modo significativo e ciò vale anche per l’obesità lieve (classe I, BMI 30-35 kg/m2) come recentemente sottolineato in un Position statement della ASMBS (American Society for Metabolic and Bariatric Surgery).

La proiezione dati Istat-HFA 2008, stima, in Italia:

  • 20 milioni di soggetti in sovrappeso
  • 6 milioni di persone obese
  • Almeno 1,5 milioni di obesi patologici potenzialmente destinati alla chirurgia bariatrica

Nonostante ciò, in Italia, ogni anno solo 7.000 pazienti candidabili a chirurgia bariatrica viene trattato chirurgicamente. E’ estremamente elevato quindi il numero di potenziali pazienti su cui potrebbe e dovrebbe essere praticata la chirurgia bariatrica.

Numerosi e prestigiosi studi clinici randomizzati internazionali hanno ormai sancito inequivocabilmente che la chirurgia bariatrica rappresenta la terapia più efficace per il trattamento dell’obesità (Gloy et al. BMJ 2013;347:f5934; Schauer et al. N Engl J Med. 2014 May 22;370(21):2002-13) e ciò anche per quello che concerne l’obesità di classe I. Tutto ciò associato al fatto che le più comuni ed efficaci tecniche di chirurgia bariatrica sono gravate da tassi di morbidità e mortalità inferiori a quelli di una colecistectomia laparoscopica o della appendicectomia laparoscopica (Diabetes Obes Metab. 2015 Feb;17(2):198-201).

A ciò si aggiunge il fatto che negli ultimi anni sono cresciute vertiginosamente le evidenze che dimostrano, in maniera altrettanto inequivocabile, che la chirurgia bariatrica ha un’efficacia superiore rispetto alla terapia medica convenzionale anche per ciò che riguarda la cura di tutte le comorbidità legate all’obesità, quali soprattutto il diabete mellito tipo 2.

Ciò è possibile grazie al fatto che alcune procedure di chirurgia bariatrica (ad esempio sleeve gastrectomy o bypass gastrico) inducono modificazioni, ben documentate, dell’asse neuro-ormonale gastrointestinale che hanno una profonda influenza positiva sull’omeostasi glucidica e sull’assetto glicometabolico del diabetico tipo 2 che sono indipendenti dalla perdita di peso e dalla restrizione calorica indotte dalla chirurgia stessa. Ciò ha portato a livello internazionale, ed in prticolare negli USA, alla nascita di una vera e propria nuova disciplina chirurgica, quella della chirurgia metabolica gastrointestinale, il cui scopo principale è quello di utilizzare le procedure di chirurgia bariatrica con l’intento primario di curare le comorbidità legate all’obesità ed al sovrappeso quali soprattutto il diabete mellito tipo 2, le malattie cardiovascolari, l’ipertensione, la sindrome delle apnee notturne nei soggetti obesi o in sovrappeso. Negli USA stanno nascendo sempre più reparti ospedalieri (come al Presbiterian Hospital di New York) interamente dedicati alla Chirurgia Metabolica (Rubino et al. Ann Surg. 2014 Jan;259(1):117-22). La nascita di questa nuova disciplina chirurgica ha la concreta potenzialità di rivoluzionare la terapia e la storia naturale di malattie come il diabete tipo 2, la cui cura è storicamente appannaggio dell’approccio medico farmacologico, non chirurgico. I tassi di remissione del diabete mellito tipo 2 (definiti come emoglobina glicata <6% + glicemia sotto-diagnostica per diabete in assenza di assunzione di farmaci antidiabetici) a 5 anni di follow-up dopo chirurgia bariatrica raggiungono infatti il 40-60% mentre risultano dello 0% nei pazienti trattati con terapia medica convenzionale (Mingrone et al. Lancet. 2015 Sep 5;386(9997):964-73). A ciò si aggiunge l’evidenza di una significativa riduzione dello sviluppo di complicanze micro e macro vascolari a 15 anni di follow-up nei pazienti trattati con chirurgia bariatrica piuttosto che con la terapia medica (Sjöström L et al. JAMA. 2014 Jun 11;311(22):2297-304). In sostanza quindi la chirurgia bariatrica è considerata ormai oggi tra le armi più efficaci a nostra disposizione per combattere il flagello mondiale rappresentato dal diabete mellito tipo 2 che è strettamente correlato all’obesità tanto che fino al 40-50% dei pazienti diabetici risultano essere anche obesi.

In tale scenario, la struttura da me diretta è parte del Centro Multidisciplinare per la Cura e lo Studio dell’Obesità (CMO) dell’Ospedale di Terni in cui i pazienti obesi vengono seguiti e trattati a 360° da un equipe polispecialistica comprendente il chirurgo bariatrico, il dietologo, il nutrizionista, il diabetologo, lo psicologo e molte altre figure professionali, come raccomandato dalle linee guida internazionali. Presso il CMO vengono attualmente eseguite circa 200 procedure chirurgiche bariatriche all’anno comprendenti sleeve gastrectomy laparoscopiche e bypass gastrico robotico. A ciò si aggiunge la conduzione, in collaborazione con la struttura di diabetologia del Dr. Giuseppe Fatati e la diabetologia dell’ospedale Pertini di Roma, di uno studio clinico randomizzato, nel campo della chirurgia bariatrica e metabolica che si prefigge di confrontare sleeve gastrectomy laparoscopica versus terapia medica convenzionale per la cura del diabete in pazienti obesi, diabetici tipo 2 ma con una nuova diagnosi di diabete mellito tipo 2. Questo aspetto relativo alla esecuzione della chirurgia bariatrica alla diagnosi di diabete mellito tipo 2 e quindi il più precocemente possibile, rappresenta l’aspetto più innovativo dello studio a livello mondiale, e giustifica la grande attenzione che la comunità scientifica internazionale pone nei suoi confronti, in quanto questo studio rappresenta il primo trial randomizzato al mondo che si prefigge di valutare la chirurgia bariatrica come terapia di prima linea per il diabete tipo 2 in pazienti con obesità lieve-moderata (BMI compreso tra 30 e 42 kg/m2). Condizione questa della precocità dell’esecuzione della terapia bariatrica in pazienti diabetici che ci permette, nel nostro studio, di prevedere tassi di remissione del diabete tipo 2 pari addirittura all’80-90% a 6 anni di follow-up, tale è infatti la durata dello studio a cui si aggiungono un massimo di 3 anni per il reclutamento dei pazienti. Lo studio, denominato ESINODOP (Early Sleeve Gastrectomy In New Onset Diabetic Obese Patients) è risultato vincitore di un grant di ricerca competitivo negli USA pari a circa 1 milione di dollari da parte della Ethicon Endo-Surgery, società sussidiaria della multinazionale Jhonson & Jhonson. Per questo la nostra struttura partecipa routinariamente ad attività scientifica, in questo campo della chirurgia metabolica e bariatrica, a livello internazionale.

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