Direttore Sanitario: Dott.ssa Antonella Paolucci

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Ecografia ostetrica

Responsabili: Dott.ssa Antonella Paolucci e Dott. Giovanni Gambuzza 


ECOCARDIOGRAFIA FETALE


Lo si consiglia tra la 20ª alla 25ª settimana di gravidanza.

Si esegue a vescica vuota, con una sonda addominale. Si utilizza sempre un ecografo di altissima qualità, fornito inoltre di un doppler pulsato, un ecocolor doppler ed un power color doppler.
Le cardiopatie congenite sono le anomalie più frequenti alla nascita e rappresentano la causa del 25% della mortalità perinatale e del 50% della mortalità infantile dovuta a malformazioni congenite. La loro incidenza nella popolazione senza fattori di rischio varia da 2 ad 8 per mille nati.
Nelle gravide che hanno fattori di rischio l’incidenza aumenta di ben dieci volte. Appare quindi evidente che lo studio accurato del cuore fetale sia estremamente importante, anche se allo stesso tempo il cuore fetale è l’organo che risulta più difficile da studiare. Si può, in linea generale, dire che una buona ecografia morfologica, che comprenda un idoneo studio del cuore fetale, sia adatta per le pazienti a basso rischio, mentre nei casi in cui esiste un rischio aumentato l’ecocardiografia, cioè lo studio più approfondito del cuore, è necessaria. Il riconoscimento in utero delle cardiopatie è molto importante perché il parto in strutture in grado di assistere, sin dal momento della nascita, un neonato cardiopatico risulta spesso un elemento determinante per instaurare immediatamente le terapie, mediche o chirurgiche, idonee nel caso in questione.
Tale esame è affidato esclusivamente ad un operatore molto esperto.

ECOBIOMETRIA O AUXOLOGIA FETALE


(dopo la 27ª settimana, fino al termine)

Si esegue a vescica vuota, con una sonda addominale. Si utilizza sempre un ecografo di ottima qualità, con programmi di misurazione e calcolo. Raramente, solo se il ginecologo che esegue l’esame lo ritenesse necessario, si utilizza per quesiti specifici una sonda transvaginale. Non è fastidioso. Dura dai 15 ai 30 minuti. Si misura il feto in tutti quei distretti che sono indicativi del suo stadio di sviluppo.
Fornisce uno studio dello sviluppo e del peso del feto in utero. Esso inoltre fornisce informazioni su:

  • Posizione del feto
  • Peso stimato (approssimato al 10%)
  • Posizione della placenta
  • Giri di funicolo
  • Studio dei ritardi di crescita
  • Valutazione quantitativa del liquido amniotico


FLUSSIMETRIA FETALE


(dalla 32ªsettimana di gravidanza fino al termine)

Si esegue a vescica vuota, con una sonda addominale. Si utilizza un doppler pulsato e un ecocolor doppler. Raramente, solo se il ginecologo che esegue l’esame lo ritenesse necessario, si passa ad un’osservazione con una sonda transvaginale. La sua esecuzione, che prende di solito dai 15 ai 30 minuti, non è fastidiosa. Si tratta della più importante metodica oggi disponibile per valutare lo stato di salute intrauterino del feto.
Essa analizza alcune caratteristiche di diversi vasi fetali calcolando il loro indice di pulsatilità (P.I.) e l’indice di resistenza (R.I.). Le caratteristiche studiate danno informazioni su:

  • Elasticità dell’arteria ombelicale
  • Elasticità dell’arteria aorta fetale
  • Elasticità dell’arteria cerebrale media fetale
  • Elasticità dell’arteria carotide fetale
  • Velocità ed accelerazioni nei distretti cardiaci fetali
  • Sfigmogrammi venosi fetali (dotto venoso, vena cava e vena ombelicale)


Lo scopo di tale esame è quello di individuare precocemente l’insorgenza di una ipossia cronica nel feto e di scongiurare l’insorgenza di una condizione di asfissia e di danno ipossico ischemico cerebrale. L’esame è di fondamentale importanza sia nel monitoraggio della gravidanza fisiologica che di quella a rischio. L’esame va ripetuto e consigliato a seconda del caso, a giudizio dell’ostetrico curante.

PROFILO BIOFISICO (CTG + FLUSSIMETRIA + BIOMETRIA)


(dalla 32ªsettimana di gravidanza fino al termine)
E’ un esame “composito”. Si eseguono infatti 3 osservazioni biofisiche, la biometria fetale (o auxologia), la flussimetria e la cardiotocografia e si sommano i risultati.
La biometria si esegue a vescica vuota, con una sonda addominale. Si utilizza un ecografo provvisto di programmi di misurazione e calcolo. Raramente, solo se il ginecologo che esegue l’esame lo ritiene necessario, si utilizza per quesiti specifici una sonda transvaginale. Dura dai 15 ai 30 minuti. Si misura il feto in tutti quei distretti che sono indicativi del suo stadio di sviluppo.
La flussimetria si esegue a vescica vuota, con una sonda addominale. Si utilizza un doppler pulsato e un ecocolor doppler. La sua esecuzione prende di solito dai 15 ai 30 minuti.
Per la cardiotocografia si applicano sull’addome materno due fasce recanti ognuna un diverso trasduttore, uno per la registrazione della frequenza cardiaca fetale e una per la registrazioni dell’eventuale attività contrattile. Solitamente il periodo di registrazione varia dai 20 ai 90 minuti, durante i quali la gestante dovrà rimanere sdraiata.

Il profilo biofisico va eseguito solitamente dopo la 34ª settimana di gestazione; solo in casi particolari può essere necessario effettuarlo in epoca più precoce. Normalmente l’esame può essere ripetuto più volte, a distanza di giorni o settimane, se ritenuto necessario dal ginecologo curante, fino al parto.
Il profilo biofisico fetale fornisce tutta una serie di informazioni sullo stato fetale, da quelle biometriche a quelle funzionali:

  • Posizione del feto
  • Peso stimato (approssimato al 10%)
  • Posizione della placenta
  • Giri di funicolo (cordone ombelicale)
  • Studio dei ritardi di crescita
  • Valutazione quantitativa del liquido amniotico
  • Stato di ossigenazione fetale e di benessere intrauterino
  • Sorveglianza dell’ipossia acuta e cronica
  • Attività contrattile dell’utero.

ECOGRAFIA 4D


(si può eseguire in qualsiasi settimana di gravidanza)

Ormai e’ possibile spiare la vita portata in grembo . E’ possibile vedere il proprio bambino muoversi, toccare il proprio corpo, osservare le espressioni del suo corpo,dall’inizio della gravidanza.

Grazie all’ecografia tridimensionale in movimento e’ possibile entrare in diretto contatto visivo con il feto fino ad indovinarne le somiglianze.

Si tratta di un’ecografia particolarmente sofisticata. Fino ad ora tutte le ricostruzioni tridimensionali sono state fortemente limitate dal fatto che non potevano essere rilevate “in tempo reale”. Si trattava, per tutti gli apparecchi in commercio, di ricostruzioni elettroniche che comunque, anche nei più sofisticati modelli ancora in uso e commercializzati, non permettevano la visualizzazione diretta e continua del movimento. Solo con le apparecchiature oggi a nostra disposizione questo è divenuto possibile. I vantaggi, oltre che di tipo emotivo, sono enormi dal punto di vista diagnostico.

 

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