Direttore Sanitario: Dott.ssa Antonella Paolucci

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Instabilità di gomito

  1. Di cosa si tratta?

L’articolazione del gomito, che coinvolge omero, ulna e radio, è stabilizzata dai legamenti collaterali, interno ed esterno, che mantengono insieme le componenti ossee che la costituiscono, quali stabilizzatori primari. I muscoli, la capsula articolare e le altre strutture che circondano il gomito contribuiscono ad espletare questa funzione come stabilizzatori secondari. Si parla di instabilità di gomito quando vi è una perdita di stabilità delle strutture ossee, dovuta a lesioni capsulo-legamentose o ossee. Esistono tre tipi di instabilità ricorrente di gomito: instabilità rotatoria postero-laterale (lesione del legamento collaterale laterale causata più frequentemente da trauma da caduta su mano estesa); instabilità in valgo (lesione del legamento collaterale ulnare, spesso causata da gesti atletici che prevedono movimenti ripetuti dell’arto superiore al di sopra della testa definiti complessivamente overhead -basket, pallavolo ecc.- o da traumi); instabilità rotatoria posteromediale in varo (lesione del legamento collaterale laterale in aggiunta a frattura della coronoide, causata da traumi da caduta).

  1. Come influenza la mia qualità di vita?

Il paziente lamenta sensazione di instabilità del gomito, ad esempio, durante movimenti come alzarsi da una sedia, con episodi di blocco o di scatto articolare. Gli atleti che praticano sport da overhead, lamentano dolore nel movimento del lancio, soprattutto se effettuato in velocità. La presentazione clinica e la verifica della presenza di instabilità articolare attraverso specifici test durante l’esame obiettivo sono essenziali per la diagnosi. Possono essere utili anche esami diagnostici come le radiografie, che permettono di identificare eventuali fratture o alterazioni nell’allineamento, e risonanza magnetica, che mette in evidenza le lesioni dei tessuti molli.

  1. Quali sono i possibili trattamenti conservativi?

Il trattamento conservativo viene utilizzato con successo per pazienti con instabilità in valgo che non pratichino attività sportiva agonistica. Anche alcuni casi di instabilità rotatoria postero-laterale possono beneficiare di questo tipo di trattamento che include: fisioterapia, con esercizi specifici di rafforzamento dei muscoli del gomito; impiego di tutori, al fine di stabilizzare l’articolazione e limitare i movimenti che evocano dolore; limitazione delle attività che causano i sintomi; Farmaci antinfiammatori, per il trattamento iniziale del dolore.

  1. E’ necessario l’intervento chirurgico?

Gli sportivi che hanno una lesione completa del legamento collaterale ulnare, devono essere sottoposti ad intervento chirurgico per il recupero completo dell’articolarità. Tale trattamento è necessario anche in caso di instabilità rotatoria postero-laterale con lesione cronica del legamento collaterale laterale e di instabilità postero-mediale, vista la coesistenza di lesione legamentosa e frattura ossea. I possibili trattamenti sono: Ricostruzione legamentosa (nella maggior parte dei casi le lesioni legamentosi non sono riparabili ed i legamenti devono essere ricostruiti attraverso dei graft autologhi o eterologhi); Fissazione della frattura (nei pazienti con instabilità rotatoria posteromediale che presentano una lesione ossea della coronoide, tramite viti e placche.) Nel periodo post-operatorio è necessario un periodo di immobilizzazione alla quale segue l’inizio di un programma riabilitativo finalizzato al recupero dell’articolarità completa ed al rafforzamento muscolare.