Direttore Sanitario: Dott.ssa Antonella Paolucci

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Compressione del nervo ulnare al gomito

  1. Di cosa si tratta?

La sindrome del canale cubitale è una neuropatia da compressione del nervo ulnare nel suo passaggio attraverso il canale cubitale, una struttura localizzata nella parte interna del gomito, seconda per frequenza solo alla sindrome del tunnel carpale. Il nervo ulnare fornisce la sensibilità tattile al quarto dito e quinto dito ed alla parte esterna della mano e garantisce la motricità della maggior parte dei muscoli coinvolti nei movimenti di precisione e di alcuni muscoli dell’avambraccio responsabili della presa di forza. La sindrome nella maggiore parte dei casi è idiopatica, ovvero non ha una causa specifica. Esistono, comunque, delle condizioni che possono favorire la compressione: mantenere il gomito flesso per lunghi periodi; effettuare durante la giornata ripetute flessioni del gomito o appoggiarsi a lungo sul gomito (gesti ripetitivi durante l’attività lavorativa); microtraumi da instabilità del nervo ulnare (nel movimento di flessione si sposta dalla sua sede naturale per ritornarvi quando il gomito viene nuovamente esteso); patologie del gomito come versamenti articolari, artrosi, cisti, pregresse fratture o lussazioni articolari; traumi diretti sulla parte interna del gomito, che spesso provocano nell’immediato una sensazione di scossa elettrica ed intorpidimento delle ultime dita della mano.

  1. Come influenza la mia qualità di vita?

I sintomi più comuni della sindrome del canale cubitale sono intorpidimento e formicolio dell’anulare, del mignolo e della parte più esterna della mano, che si manifestano durante movimenti che prevedono una flessione prolungata del gomito (ad esempio guidare, telefonare, scrivere) per poi scomparire quando il gomito viene esteso. Nel tempo, a queste manifestazioni si associa una sensazione di scossa elettrica, e, negli stati più avanzati, un indebolimento della capacità di presa. Questi sintomi possono presentarsi anche durante la notte, disturbando il sonno. Molto frequente è anche un dolore intenso al gomito e all’avambraccio.

Quando la patologia raggiunge uno stadio avanzato, i muscoli della mano possono atrofizzarsi e tale condizione può divenire irreversibile. Per questo motivo, se i sintomi persistono, è fondamentale consultare uno specialista per ricevere una corretta diagnosi.

  1. Quali sono i possibili trattamenti conservativi?

Se i sintomi sono lievi o moderati, insorti di recente e non associati a deficit motori, è possibile avvalersi di trattamenti conservativi. Si utilizzano farmaci antinfiammatori non steroidei, tutori che immobilizzino l’articolazione soprattutto durante la notte e fisioterapia, con rinforzo muscolare selettivo e correzione di eventuali posture scorrette prolungate (ad esempio, posizioni o movimenti effettuati in maniera ripetitiva sul posto di lavoro).

  1. E’ necessario l’intervento chirurgico?

Il trattamento chirurgico è riservato alle neuropatie che non rispondono al trattamento conservativo o che presentano un coinvolgimento muscolare. L’intervento consiste nella sezione del tunnel cubitale a livello del tetto fibroso (neurolisi) in modo tale da ampliare lo spazio di scorrimento del nervo e diminuire l’effetto compressivo dei tessuti circostanti.

In alcuni casi specifici, il nervo viene spostato dalla sua sede anatomica ed alloggiato in un nuovo spazio di scorrimento (trasposizione del nervo ulnare). Dopo la chirurgia, può essere previsto un periodo di immobilizzazione seguito da una fase riabilitativa finalizzata al recupero dell’articolarità del gomito ed al rinforzo dei muscoli innervati dal nervo ulnare.